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Il nostro direttore Rodolfo Galdi si è spento questa mattina. Chi scrive sapeva che il suo tempo stava volgendo al termine, purtuttavia quando ciò che temevi ti si concretizza davanti agli occhi le parole vengono a mancare. Ci mancherà. Mancherà a questa testata che aveva voluto fortemente, mancherà agli amici, mancherà a chi scrive che con lui ha condiviso l’avventura di Cavallo2000 e non solo.
ABBIAMO INIZIATO questa ambiziosa ricostruzione degli ultimi 30 anni del giornalismo ippico in pratica dalla nascita di Cavallo 2000, una esperienza fortunata e scapigliata coincisa con una parte buia della storia italiana, che va sotto il nome pesante e generico di “anni di piombo”. Per capirci, i nostri cazzeggi giornalistici, andavano paralleli a gravissimi fatti della nostra storia: per esempio, quando rapirono Moro era un ordinario “giorno senza partenti” ...
SOSTANZIALMENTE Snai ha da sempre guardato alla stampa con un occhio molto attento, e Cavallo 2000 era una intuizione di un modo geniale di cambiare prospettiva: dalla pubblicità istituzionale all’investimento (modesto) futuribile. Perché sprecare risorse per le pagine di pubblicità che all’indomani sarebbero state buone per la toilette, quando invece si poteva investire sugli uomini che nel futuro avrebbero avuto verosimilmente ruolo rilevante nelle varie testate, cementando il rapporto personale?
LA SITUAZIONE delle corse in televisione poteva ricordare gli anni dei pionieri dell’ovest americani. Nel territorio inesplorato ma fertile chi arrivava prima metteva le sue bandiere. La Teleippica rilevò dalla Trenno di Branchini e Van Lennep i diritti televisivi e iniziò la sua espansione, un po’ come emittenza nazionale, per quello che si poteva fare allora, un po’ localmente grazie all’attivismo delle realtà regionali più intraprendenti...
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